I Mary Dow Jones sono lieti di darvi il benvenuto in questo nuovo spazio.
Qui tenteremo di dire qualcosa in più rispetto a quello che risulta sul nostro myspace
..., dove,a dire la verità, ci siamo limitati a mettere i pezzi e a dare un'idea dell'estetica a cui tendiamo, anche da un punto di vista grafico. Fatto sta che abbiamo fatto un'intervista e l'intervistatrice riteneva scontato che sul myspace ci fosse il "coccodrillo" con la solita solfa sul fatto che siamo nati nel 2002, che siamo tizio, caio e sempronio, che il nostro genere proviene dalla fusione di vari generi fighissimi, che ognuno di noi ascolta musica diversa, che suoniamo "alternative neo post noise indie pop", cioè, stronzate del genere, che suonano ormai talmente scontate che evitarle fa bene (anche se il terribile dubbio che evitarle rappresenta un clichè simile sta cominciando a turbarci...).
La questione è un'altra: notizie del genere sono interessanti se cominci ad essere qualcuno, se già ti sei spinto talmente oltre da interessare alla gente. Ma se hai fatto quattro canzoni e tre fanno pure schifo, cosa interessa alla gente che vi siate formati nel 2005, che due componenti erano amici da sempre, che suonavano prima in un gruppo ancora più sconosciuto, che fate parte di una corrente inventata da voi con un nome inventato da un altro? niente.
I Mary Dow Jones nascono nel 2001 nelle teste del cantante-bassista Vincenzo Castagna e del batterista-chitarrista Cristian Sferruzza. Usciti dall'esperienza Sconceria Web con più aneddoti da raccontare che curricula da presentare, si decidono a riprendere a suonare. Un duo basso batteria, che portò all'abbozzo di qualche canzone che si sarebbe sviluppata più tardi. L'entrata di Luca Barreca fu qualcosa di assolutamente naturale, scontato: la formazione basso batteria lo richiedeva, mancava solo Luca. Le prime prove furono fecondissime. Da quei pomeriggi del 2002 registrati in cassette, provengono La Signora, Coesa, Seducenti Parole, Trascendi, Miele, ovvero pezzi che rappresentano ancora oggi l'ossatura dei concerti. Il gruppo subisce vari stop a causa delle naturali evoluzioni dei rapporti, degli impegni personali, nel corso del 2003-2004. Pause mai conclusive, ma che portano a un rallentamento della creatività. Nel 2005 ci si decide a riprendere il discorso mai interrotto, lavorando a una serie di idee partorite principalmente da Cristian, che si distingue per, diciamo... verbosità musicale? I pezzi nuovi infatti avranno delle strutture molto differenti da quelle solite, che si basavano principalmente sull'immediatezza, sull'impatto. Alcuni pezzi ancora non conclusi hanno una struttura quasi jazz. Alla batteria in questo periodo siede Simone, fratello di Cristian. Nascono in maniera embrionale Mods, Costruzione e Distruzione e Kitty. Il gruppo in realtà stenta a trovare una sua identità definita. E' nel 2006 che si ha lo scarto vero e proprio. Il gruppo per vari motivi si trova senza batterista, ma con molte idee in testa. Costruzione e Distruzione viene rivoluzionata con l'inserimento delle strofe iniziali, con un testo ispirato all'invasione del Libano da parte di Israele nell'estate del 2006. La batteria viene creata al computer, il tanto millantato ingresso dell'elettronica nei Mary Dow Jones. In realtà di elettronico c'è solo la batteria. La canzone entrerà a far parte della compilation "Rocket Pa Sound Connection", che raccoglie le band più dotate della provincia palermitana in vista del MEI di Faenza, nel 2007. I Mary Dow Jones sono stupiti da loro stessi, quando tirano fuori Costruzione e Distruzione. E' un pezzo importante. L'anno seguente nasce Cellophane, pezzo che viene molto apprezzato, più accessibile del precedente, ispirato a un libro di Jean-Paul Sartre. A questo punto arriva Marcangelo, ragazzo fantastico, prima che batterista ottimale. Era quello che ci voleva: Marcangelo picchia forte, il nostro sogno. In due mesi di prove sembra che suonino insieme da quattro anni.
Siamo riusciti a rappresentare tutti i Cliches?